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Clafoutis ai frutti di bosco – Dairy free

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clafoutis ai frutti di bosco

Un piccolo dolcino, di quelli da tenere in mano e mangiare con il cucchiaino accovacciati in poltrona.
Il clafoutis è un dolce di quelli che con il profumo di vaniglia, l’aroma dei frutti e la morbidezza dell’impasto  ti fa capire che i dolci semplici sanno essere deliziosi quanto i dessert d’alta pasticceria.

Li ho preparati in occasione dell’onomastico del papà, nonostante lui sia uno che ama “i dolci, che siano dolci” e ricchi ha apprezzato molto anche questo clafoutis in versione dairy free. La panna di soia è riuscita a sostituire in maniera impeccabile la ricchezza del latte vaccino.

Provate e fatemi sapere!

clafoutis ai frutti di bosco

CLAFOUTIS AI FRUTTI DI BOSCO – dairy free

3 uova
60 gr zucchero
20 gr farina
250 gr panna da cucina Alpro 
vaniglia
1 cestino di more
1 cestino di lamponi
150 gr ciliegie denocciolate

Preriscaldare il forno a 160°.

Suddividere i frutti sul fondo di 6 ramequin.
In una ciotola lavorare con una frusta le uova con lo zucchero, la farina e la vaniglia. Aggiungere la panna, sbattere fino a ottenere un composto omogeneo e versare sulla frutta.
Infornare per circa 30 minuti, spolverare di zucchero di canna e passare sotto al grill per un paio di minuti.

Lasciare intiepidire e servire.

 

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Chocolate chips cookies

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chocolate chip cookies

Per questa ricetta devo solo dirvi 2 parole: DOVETE PROVARLI!
Per una serie di semplici ragioni: hanno le gocce di cioccolato, sono veloci da fare, sono fantasmagorici in ogni momento (con il caffè, pucciati nel latte, sgranocchiati in un momento di “umore down”) e la ricetta arriva da Sigrid.

Se avete i figli che ciondolano per casa e che dopo solo 2 giorni dalla fine della scuola “non sanno che fare” metteteli all’opera. Si divertiranno. E sgranocchieranno con piacere.

Rispetto alla ricetta originale ho cambiato e ridotto il cioccolato e sostituito (per impossibilità di reperimento) alcuni ingredienti!
Visto che mi sono piaciuti assai (e non solo a me) li ho anche rifatti una seconda volta, riducendo però le dosi perchè non volevo “avanzare” un albume. Vi dirò che con questi cambiamenti quasi mi sono piaciuti ancora di più! Insomma, scegliete la versione che vi convince di più, ma fateliiiii!

chocolate chip cookies

P.S. forse vi chiederete perchè nella foto il latte ha due colori diversi..nella bottiglia c’è latte vaccino, nel bicchiere latte di soia..non ne avevo abbastanza nè di uno nè dell’altro..così mi sono arrangiata come potevo!

Per circa 20/25 cookies grandi

CHOCOLATE CHIP COOKIES

200 gr zucchero di canna
100 gr zucchero semolato
170 gr burro morbido
1 uovo + 1 tuorlo
1 cucchiaio di sciroppo di barbabietola da zucchero (o sciroppo di agave o d’acero)
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
270 gr farina
5 gr bicarbonato
5 gr sale
150 gr gocce di cioccolato fondente

In una ciotola lavorare il burro morbido con gli zuccheri, il sale, la vaniglia e lo sciroppo (a mano con un cucchiaio o in planetaria con la foglia va bene uguale). Ottenuta una spuma morbida aggiungere l’uovo e il tuorlo e incorporare. Aggiungere la farina con il bicarbonato e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo, incorporare le gocce di cioccolato.

Preriscaldare il forno a 160° in modalità ventilato.
Prendere un pò di composto tra le mani e fare delle palline da disporre su teglie ricoperte di carta forno, disporre i biscotti ben distanziati visto che si allargheranno del doppio in cottura.
Cuocere per circa 12/15 minuti, o fino a che risulteranno dorati. Lasciare raffreddare su una gratella e mangiare.

Per circa 20 cookies medi

CHOCOLATE CHIP COOKIES – versione 2

150 gr zucchero di canna
50 gr zucchero semolato
120 gr burro morbido
1 uovo
1 cucc.no abbondante di sciroppo di barbabietola da zucchero (o sciroppo di agave o d’acero)
1 cucc.no abbondante di estratto di vaniglia
180 gr farina semi-integrale
3 gr bicarbonato
3 gr sale
100 gr gocce di cioccolato fondente

Per lo svolgimento seguire la ricetta sopra.

Confettura di rabarbaro e vaniglia

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confettura di rabarbaro e vaniglia

Visto che vi ho fatto preparare dei panini per la colazione è giusto che io vi propongo anche una confettura di accompagnamento, che dite?

Ve l’avevo già detto che di ritorno dalla Germania il papà mi ha portato due bei mazzi di rabarbaro?? So che non ne volete più sapere, ma: un pò sono andata in fissa con il rabarbaro, un pò dovevo consumarlo e un pò volevo cimentarmi in qualcosa di diverso dal solito “fragola-rabarbaro”.
Ecco qua questa confettura, davvero easy, moolto buona, con un buon equilibrio tra dolce e acidulo e profumata di morbida vaniglia.
..su su, è ora di invasare!

P.S.: non temete..ne ho ancora una di ricettina con il rabarbaro..così non rimanete senza idee quando vi capita di trovarlo dal fruttivendolo!

Confettura di rabarbaro e vaniglia

CONFETTURA DI RABARBARO E VANIGLIA

750 gr di rabarbaro già lavato, spelato e tagliato a pezzi (alti circa 1,5 cm)
400 gr zucchero di canna
1 bacca di vaniglia

Disporre in una pentola dal fondo spesso il rabarbaro e lo zucchero di canna, tagliare la bacca di vaniglia per il lungo, estrarre con l’aiuto di un coltellino i semini e aggiungerli, dare una mescolata. Posizionare il coperchio e lasciare macerare per 2 ore.

Posizionare la pentola sul fuoco, accendere la fiamma e portare a ebollizione, mescolando di tanto in tanto. Quando inizia a sobbollire abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura per circa 20 minuti, mescolando frequentemente in modo da evitare che si attacchi al fondo.
Quando la confettura inizia ad addensarsi e si sente un buon profumo caramellato verificare la cottura versando un pò di marmellata su un piattino, far raffreddare e se girando il piattino la confettura non scivola via è pronta.

Preparare circa 2 vasetti e effettuare la procedura di invasamento a caldo come spiegato in questo post.
Conservare in dispensa.

Pesche sciroppate

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Pesche sciroppate

Mi sono cimentata in questa impresa. Era una giornata stupenda, fresca ma soleggiata, mi sono messa sul terrazzo e in qualche ora i miei barattoli erano pieni, pronti per essere sterilizzati.
Il colore delle pesche è veramente incredibile, dopo la bollitura infatti il colore della buccia passa sul frutto che diventa rosso, rosa striato di giallo. Non sono poi così impegnative, se avete delle pesche mature ma sode provate a farle, scommetto che quest’inverno ringrazierete il momento in cui avrete deciso di “barattolare”!
Di sicuro si prestano a mille variazioni: da aggiungere a macedonie, per decorare crostate, affondate in impasti di cake o muffin, accompagnate da creme o mascarpone, oppure ancora da frullare per qualche cocktail.

Per il momento devo salutarvi, il mio aereo parte tra poche ore e mi porta in California. Giro itinerante con una monovolume e 5 simpatici amici. Non vedo l’ora. Al mio ritorno sarò super impegnata, quindi credo che fino a settembre mi vedrete solo a tratti!! Poi ritornerò operativa come sempre!
Quindi se non risponderò ai commenti è perchè sarò senza pc e connessione per un pò!
Buone vacanze a voi, riposatevi, mi raccomando e divertitevi!

La ricetta arriva da un libricino della mamma, si chiama Le conserve di Angelo Sorzio. Io ho aromatizzato a modo mio e con il senno di poi ho dimezzato le dosi dello sciroppo, ne è avanzato talmente tanto che dopo aver fatto anche del succo non sapevo più che farne!!

Pesche sciroppate

PESCHE SCIROPPATE

3 kg di pesche a pasta gialla
500 gr zucchero
900 gr acqua
1 baccha di vaniglia
2 limoni

a piacere menta, lavanda…

Versare in una casseruola l’acqua con lo zucchero e la bacca di vaniglia (aprire per il lungo, raccogliere i semini e scioglierli nell’acqua, suddividere la bacca in 6 pezzettini e mettere tutto nello sciroppo). Portare a leggera ebollizione, appena sobbolle e lo zucchero è sciolto spegnere e lasciar raffreddare.
Nel mentre riempire una pentola piuttosto capiente di acqua, aggiungere il succo di limoni e la scorza di uno dei due limoni. Portare a ebollizione. Quando bolle immergere le pesche poche per volta (con l’aiuto di una schiumarola) nell’acqua bollente, per circa 45 secondi più o meno, poi scolarle e immergerle immediatamente in acqua fredda. Proseguire fino a terminare le pesche.
Preparare su un tavolo esposto al solo dei teli puliti su cui poter appoggiare le pesche. Proseguire con la pelatura. Dividere le pesche in 4 spicchi e cercare di staccarli dal nocciolo delicatamente. Disporre uno per uno gli spicchi con il dorso rivolto verso il sole, lasciare ad asciugare per un’oretta.
Nel mentre preparare dei vasi grandi, con l’apertura piuttosto ampia ben lavati.
Preparare a piacere rametti di menta o lavanda ben lavati.
Disporre gli spicchi all’interno dei vasi, cercando di riempirli il più possibile. Disporre in alcuni dei vasi i rametti di menta e lavanda. Coprire le pesche, con l’aiuto di un mestolo, di sciroppo. Cercare di suddividere i pezzi di bacca di vaniglia in tutti i vasi. Coprire completamente le pesche, ma lasciare almeno mezzo centimetro libero dal bordo del vaso. Chiudere i vasi con i tappi, il più stretto possibile.
Procedere con la sterilizzazione. Disporre i vasi, avvolti in teli o canovacci puliti all’interno di una o più pentole alte e capienti. Riempire di acqua fredda. L’acqua può o non può coprire i vasi, dipende dalla dimensione e altezza dei vasi/pentole che si usano. Se l’acqua copre i vasi completamente dal momento della bollitura contare circa 20/25 minuti. Se invece non copre il tappo dalla bollitura contare circa 35/40 minuti. Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare nell’acqua di sterilizzazione.
Verificare che tutti i vasi abbiano fatto il sottovuoto e disporre in dispensa.

Note: se alcuni vasi non hanno fatto il sottovuoto procedete a effettuare una ulteriore sterilizzazione, oppure ponete il vaso in frigorifero e consumatelo nel giro di qualche giorno.

Pesche sciroppate

# 44 Clafoutis di albicocche al basilico e vaniglia – Dairy&gluten free

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Clafoutis di albicocche e basilico

Siamo giunti al venerdì, fine di un’altra settimana. Di venerdì il compito di preparare la cena è mio e ho come l’impressione che di venerdì hanno tutti più fame che negli altri giorni. Forse un pò perchè io me ne frego di diete o non diete e quindi penso solo a fare qualcosa di gustoso, un pò perchè cerco di fare piatti mai fatti, sperimento con ingredienti diversi, spezie nuove e magari ogni tanto mi lascio trasportare in qualche paese straniero.
Non pensate che inizio alle 3 del pomeriggio a preparare la cena, mi concedo al massimo 1 ora: piatti efficaci ma veloci!
E se sono dell’umore giusto di venerdì la famiglia si becca anche un dolce! Venerdì fortunato!

Lo so, questo sembra più una pizza che un dolce. Almeno questo è quello che mi ha detto la mia sorellina. Colpa del basilico decorativo, ma se l’aspetto vi inganna il sapore vi piacerà! Come tanti dolci questo è nato con quello che avevo in giro: pensa, pensa, pensa che ti viene in mente qualcosa! Latte di soia, albicocche, solo 3 uova! Clafoutis!!!!! E che sia per celiaci e intolleranti ai latticini (sarà contenta la sorella maggiore!).

Il clafoutis non è un dolce di quelli iperzuccherini o dal gusto elaborato, è un dolce semplice, poco dolce, cremoso e che esalta il gusto della frutta. L’ho provato con i lamponi o le ciliegie, ma vi dirò che le albicocche in questa versione con il latte di soia quasi vanno meglio: il gusto pieno delle albicocche equilibrato da una piccola nota acidula.
Vaniglia per profumare e un pizzico di basilico!

CLAFOUTIS DI ALBICOCCHE

275 gr latte di soia
50 gr amido di mais
75 gr zucchero di canna
3 uova
1/3 di bacca di vaniglia
7/8 albicocche
2 foglie di basilico

Preriscaldare il forno a 170°.
Mescolare l’amido con lo zucchero, aggiungere le uova e sbattere leggermente. Nel mentre portare a leggero bollore il latte con la bacca di vaniglia aperta per lungo. Versare il latte sulle uova e tenere da parte. Foderare una pirofila di carta forno bagnata (si può anche imburrare, ma è per evitare di usare latticini), disporvi le albicocche lavate, tagliate a meta e con l’incavo rivolto verso l’alto. Lavare e asciugare le foglie di basilico, sminuzzarle e distribuirle sulle albicocche. Versarvi sopra il composto liquido.
Infornare per circa 30 minuti o fino a quando rassoda.

Note: il basilico si sente appena, ma se non vi piace potete sostituirlo con menta o tralasciarlo. Io ho lasciato in cottura nel forno la bacca di vaniglia. Potete sostituire il latte di soia con quello vaccino e cambiare la frutta a piacere, unico obbligo è che sia ben matura.

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