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#25 Lemoncurd cheesecake

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Lemoncurd cheesecake 2

Finalmente venerdì e finalmente fine della sessione di esami, relax per qualche giorno e poi si riprende il solito trantran!
E finalmente posso dedicarmi a nuovi esperimenti… eh si, sono stata assente per un pò dalla cucina, anche se a voi cerco di non far mancare mai delle ricettine che ho accumulato nelle “cose da pubblicare”!

Questo cheesecake è nato dalla necessità di usare un vasetto di lemon curd che avevo abbandonato nel frigo da un pò. In più mi ha dato la possibilità di testare un abbinamento che ancora non avevo esplorato: cacao e limone!! Il contrasto di questi due sapori non è spiccato, perchè non ho voluto esagerare con gli aromi! La prossima volta sarò più coraggiosa.

Come con gli ultimi cheesecake ho usato il quark, ma potete sostituirlo tranquillamente con il classico formaggio fresco spalmabile.
Inoltre l’idea della polvere di budino, stratagemma molto furbo, arriva da una ricetta tedesca della mamma.
Unica nota: se volete un sapore più spiccato di limone aggiungete nella crema di formaggio la scorza di un limone.

LEMONCURD CHEESECAKE

200 gr biscotti secchi o digestives
1  e 1/2 cucchiaio di cacao
80 gr burro
600 gr formaggio fresco
150 gr zucchero
2 uova
1/2 busta di polvere di budino alla vaniglia
175 gr lemon curd

Preriscaldare il forno a 160°.
In un mixer versare i biscotti con il cacao, frullare fino a ottenere una polvere fine. Aggiungere il burro e frullare fino a che non sia tutto omogeneo. Foderare il fondo di una tortiera a cerniera di 20 cm Ø con un disco di carta forno, distribuirvi il composto di biscotti e schiacciare con le mani a pugno in modo da creare una base omogenea.
In una ciotola mescolare il formaggio, lo zucchero, le uova e la polvere per il budino. Versare il composto sulla base, distribuire sulla superficie il lemon curd a cucchiaiate e con una forchetta creare un effetto marmorizzato.
Infornare per circa 50/60 minuti o fino a che il composto di formaggio risulta addensato. Lasciare raffreddare e sfornare,

Note: io avevo dei problemi di tempo quando l’ho realizzato e la necessità di cuocerlo insieme a un’altra cosa, quindi l’ho infornato a 180° per 40 minuti, per questa ragione si è crepata la superficie e i bordi sono risultati un pò troppo cotti. Con il cheesecake meglio prediligere temperature basse e tempi più lunghi.

#24 Quadrotti di mele, mandorle e semi di papavero (Gluten free)

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Quadrotti di mele, mandorle e semi di papavero

Anche le vacanze di Pasqua sono passate e io proprio non capisco come faccia il tempo a volare sempre più velocemente. Mi sfugge proprio e non riesco a controllare il suo incessante ritmo. Se solo le giornate durassero il doppio…
Spero, nonostante la brevità, che abbiate passato bene queste vacanze!

Per il rientro vi propongo un dolcettino fruttoso e leggero, niente burro nè latticini quindi adatto agli intolleranti, niente farina quindi adatto ai celiaci. Qualcosa di semplice e molto casalingo, sono dei quadrotti che rimangono molto morbidi e si mangiano volentieri dopo pasto.
La ricetta arriva da un libro di cucina delle Dolomiti, l’esecuzione è semplice.
Se vi piace il papavero fateli!!

QUADROTTI DI MELE, MANDORLE E SEMI DI PAPAVERO

100 gr zucchero
4 uova
100 gr farina di mandorle
100 gr semi di papavero
1 bustina di zucchero vanigliato
1/2 bustina di lievito
cannella
succo di 1 limone
2 mele gratuggiate
1 cucchiaio di rum

Preriscaldare il forno a 180°.
Montare lo zucchero e lo zucchero vanigliato con le uova a lungo. A mano aggiungervi le mandorle, il papavero, le mele, il succo di limone, il rum, il lievito e la cannella.
Foderare uno stampo con carta forno e cuocere per circa 40 minuti. Fare la prova dello stecchino.

Note: io ho usato uno stampo quadrato da 20 cm di lato, ma uno tondo da 20 cm Ø dovrebbe andare bene. Se non avete lo zucchero vanigliato omettetelo o sostituitelo con della vaniglia.

15# Angel cake

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Angel cake

Si continua con le ricette moooolto light!
Era da tempo che aspettavo l’occasione per fare questa torta, da quando l’ho vista in diversi blog sono sempre stata curiosa di capire quale fosse il suo sapore…gli albumi avanzati dall’ultima torta facevano al caso mio!! Quindi detto, fatto!

La storia narra che la “Angel food cake”  nacque in America probabilmente dalla necessità di schiavi afro-americani di impiegare gli albumi e dal fatto che fossero gli unici ad avere tanta forza da riuscire a montarli cosi a lungo. Il suo nome deriva dalla sua leggera consistenza che l’ha portata ad essere definita “il cibo degli angeli”. Oggi viene usato soprattuto per torte farcite e glassate, al posto del nostro tradizionale pan di spagna.

In internet si trovano diverse ricette, anche se tutte davvero molto simili! Gli ingredienti sono essenzialmente 3: albumi, zucchero e farina. In Usa usano il cremor tartaro per stabilizzare gli albumi, ma se ne può fare benissimo a meno! Accessori fondamentali: uno sbattitore o una planetaria!
Tra le varie versioni ho scelto quella di David Lebovitz, mi ha attirato di più! Al solito piccole mie modifiche.

La torta ben si presta a essere mangiata in ogni momento della giornata, ma a colazione con un velo di marmellata risulta perfetta!
Bando alle ciance, armatevi di frusta!

Angel cake

ANGEL CAKE

360 gr albumi
300 gr zucchero
150 gr farina
1 pizzico sale
1 limone non trattato

Preriscaldare il forno a 180°.
Scaldate leggermente gli albumi a bagnomaria continuando a mescolarli con una frusta. Devono raggiungere la temperatura di circa 35/40° per montare meglio, se inserendo un dito non provate né caldo né freddo sono pronti.
In una planetaria (o con lo sbattitore elettrico) montare gli albumi con il sale. Quando iniziano a gonfiarsi aggiungere poco per volta 200 gr di zucchero. Lasciate montare fino a che non diventino belli fermi.
Incorporatevi, mescolando dal basso verso l’alto, la farina setacciata, il restante zucchero, la scorza del limone e 2 cucchiaini di succo.
Versate in una teglia a ciambella (questa sarebbe quella originale, io ho usata una ciambella normale antiaderente con il bordo amovibile) e infornate per 30/35 minuti. Fare la prova dello stecchino.
Farla raffreddare capovolta a testa in giù, incastrando il buco centrale o sul collo di una bottiglia o di una tazza capovolta.

Angel cake

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