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# 63 Ciambella alla ricotta e arancia

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Ciambella ricotta e arancia

Questa è proprio la tipica torta da colazione: soffice, profumata, dal buon sapore. Perfetta da inzuppare o da mangiare così. Io, visto che a colazione ho bisogno di tante energie, ho deciso di ricoprirla con una ganache al cioccolato fondente. Con una fetta di questa si che si parte con la carica giusta al mattino!!
Con il cioccolato poi diventa perfetta anche come dolce per il tè!
Se poi preferite evitare burro o altri grassi per i vostri dolci questa fa al caso vostro! Io mi sono trovata a farla un giorno in cui non avevo nemmeno 20 gr di burro in frigorifero. Ma il risultato finale non rimpiange il burro!

La ricetta arriva da Diario italiano di Sigrid Verbert. Ho solo profumato tutto con l’arancia, quindi ho usato scorza d’arancia e liquore all’arancia. Ho usato la ricotta vaccina al posto di quella di pecora e ho aggiunto una manciata di mandorle a lamelle. La ganache sopra è una mia aggiunta!

CIAMBELLA ALLA RICOTTA E ARANCIA

3 uova
300 gr zucchero
300 gr ricotta
2 arance non trattate
1 cucchiaio di liquore all’arancia
300 gr farina
1 bustina di lievito
2/3 manciate di mandorle a lamelle

150 gr panna fresca
150 gr cioccolato fondente

Preriscaldare il forno a 180°.
Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella oppure da 20 cm Ø. Distribuire sul fondo delle mandorle a lamelle
Separare i tuorli dagli albumi. Montare gli albumi a neve, fino a che diventino belli fermi. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la scorza, il liquore e la ricotta e continuare a montare. Aggiungere la farina setacciata con il lievito, le mandorle a lamelle e amalgamare. Aggiungere ora gli albumi montati, incorporarli delicatamente mescolando dal basso verso l’alto. Versare il composto nella tortiera e infornare per circa 35/40 minuti. Verificare la cottura con uno stecchino.
Lasciar raffreddare completamente il dolce prima di passare alla ganache.

In un pentolino portare la panna a ebollizione. Versarla sul cioccolato tritato grossolanamente e mescolare, fino ad ottenere una glassa bella lucida.
Versare la glassa direttamente sulla torta oppure servire a parte in una salsiera.

# 62 Il mio primo pudding al vapore, il primo di una lunga serie..

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Pudding al vapore

Ho aspettato questo libro per mesi. English Puddings di Stefano Arturi (il cui blog è questo). L’avevo ordinato a giugno, ma è arrivato a settembre. Ogni tot settimane la libreria mi chiedeva se volevo disdire l’ordine, ma ho perseverato.
Sarà che apprezzo moltissimo quanto leggo sul blog di Stefano, sarà che non potevo non avere un libro sui dolci inglesi, visto che qui da noi se ne parla così poco.
Un pò deve avere influito la mia esperienza via (vicino a Londra), un pò l’amore per la cucina-easy (e del comfort-food) di Nigella o Jamie Oliver, un pò la mia passione per un programma inglese (scoperto quando ero in erasmus e ho anche scoperto che sbarca in Italia quest’anno) The Great British Bake Off, che mi ha fatto conoscere un pochino il mondo dei dolci inglesi e non solo.
Sta di fatto che i dolci inglesi mi fanno da calamita. Avete mai visto un trifle? una goduria, che appena posso vorrei provare. E cosa ne pensate delle pie alla frutta?? Deliziose. Ma la questione più importante di tutte, avete mai provato un pudding al vapore?? è strepitoso!

Nel libro c’è una sezione apposita dedicata agli steamed-puddings. Ho divorato la storia di questo dolce, o meglio, di questo tipo di preparazione. Le storie dietro a ogni ricetta proposta. Ma soprattutto ho scoperto che avrei potuto farlo anche io a casa, senza avere la tortiera/budiniera apposita per i pudding al vapore.
Per la mia prima volta ho scelto il Canary Pudding, che a detta di Stefano è uno dei pudding più rappresentativi del repertorio. Io l’ho profumato all’arancia! Forse i tempi di cottura vi spaventeranno, ma alla fine è velocissima la preparazione e non dovete nemmeno programmarlo con molto anticipo!! Io l’ho preparato intorno alle 19 e alle 21.30 lo stavamo gustando, è da mangiare rigorosamente subito!

Per quanto riguarda lo stampo. Se possedete lo stampo per i pudding al vapore ovviamente non vi devo spiegare altro, se come me non lo avete ci sono numerose alternativa. Stefano consiglia o una budiniera in ceramica senza buco, o stampi in alluminio (tipo quello del panettone) oppure delle ciotole strette e alte di pirex, funziona anche con delle tortiere antiaderente strette e alte. Io ho utilizzato una ciotola di pirex abbastanza stretta e alta dalla capacità di 1 litro.
Per la cottura al vapore basta semplicemente avere una pentola bella grande e un cestello per la cottura al vapore. L’importane è che il vostro stampo ci stia dentro e che la pentola si possa chiudere con il coperchio.

Adesso la ricetta!! Consiglio vivamente di fare uno strappo alla regola ogni tanto e di prepararvelo una sera, di rientro dal lavoro o dai mille impegni e di gustarlo seduti sul divano davanti a un bel film o un buon libro.

Pudding al vapore

STEAMED-PUDDING ALL’ARANCIA

120 gr burro morbido
120 gr zucchero semolato
la scorza di 2 arance non trattate e il succo di mezza
1 pizzico di sale
2 uova
60 gr farina
3/4 di cucchiaino di lievito
60 gr di mollica di pane, tritata qualche secondo nel mixer

Versare nella pentola tanta acqua che non superi il livello del cestello. Portare a ebollizione.
Lavorare con le fruste lo zucchero con il burro e il pizzico di sale. Il composto deve incorporare aria. Aggiungere la scorza di arancia e continuare a montare. Aggiungere un uovo per volta e continuare a montare.
Con l’aiuto di un cucchiaio incorporare delicatamente la farina setacciata con il lievito e la mollica di pane. Aggiungere tanta spremuta d’arancia da ottenere un impasto morbido. (io ho aggiunto il succo di circa 1/2 arancia)
Imburrare abbondantemente lo stampo e versarvi il composto. Livellare la superficie. Dal livello dell’impasto al bordo dello stampo devono rimanere circa 4 cm liberi (o anche più).
Coprire lo stampo con 2 fogli di alluminio.

Una volta che l’acqua ha raggiunto il bollore posizionare sul cestello lo stampo, chiudere con il coperchio e lasciare bollire a fiamma viva per circa mezz’ora (importante, l’acqua non deve arrivare allo stampo! non deve essere un bagnomaria ma una cottura al vapore). Passata la mezz’ora abbassare al minimo e cuocere per un’altra ora e mezza. In totale deve cuocere circa 2 ore. Ogni tanto aggiungete nella pentola nuova acqua bollente, visto che pian piano evapora. Ogni tanto spostate il coperchio, in modo da lasciare aperto uno spiraglio.

Scadute le due ore togliere lo stampo dalla pentola e lasciare riposare 10 minuti. Ribaltare sul piatto da portata e servire subito.

Note: io per la cottura ho usato una vaporiera di ceramica da usare sul fornello. Il vantaggio di questa è che ha un foro su coperchio e quindi il vapore esce da solo.

Succo di mela profumato all’arancia

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Succo di mela e arancia

Inizia il periodo dei succhi e delle bibite, da preparare e lasciare in frigorifero per un sorso ristoratore dopo una giornata di lavoro! Così ci si rinfresca e si assume una delle dosi quotidiane di frutta. Inutile dire che in questa stagione la frutta è buona da mangiare così com’è, ma questo è un buon modo per usare quella magari un pò picchiata e troppo matura, per far mangiare la frutta anche a chi non ne va matto, per evitare di bere quei succhi industriali realizzati con concentrati allungati e bombati di zuccheri e conservanti.

Spero di avervi convinto, intanto vi propongo questo succo, forse dai profumi un pò invernali, ma la dispensa ancora riservava queste mele e un arancio. Ovviamente cambiate frutta, sostituite l’arancia con il limone o il lime aggiungete menta, basilico, melissa, lavanda o gelsomino, insomma, fate come più preferite. Con queste proporzioni esce un succo molto denso, ma se lo servite con tanto ghiaccio avrà la consistenza giusta, altrimenti allungate a piacere con acqua.
Unica regola: frutta super matura e succosa, se no chi ha voglia di bersi un succo acerbo??

SUCCO DI MELA PROFUMATO ALL’ARANCIA

75 gr zucchero
600 gr acqua
la scorza e il succo di un’arancia non trattata
2 mele

In un pentolino portare a bollore lo zucchero con l’acqua e la scorza d’arancia (prelevata con un coltello dall’arancia ben lavata facendo attenzione a non togliere la parte bianca). Dal momento in cui bolle contare circa 3/4 minuti. Pulire e tagliare a pezzi le mele, spremere il succo dell’arancia. Trascorso il tempo, togliere le scorze, versare lo sciroppo in un mixer, aggiungere la spremuta e le mele e azionare. Frullare per almeno 1 minuto. Travasare in una brocca, lasciar raffreddare, poi conservare in frigorifero.

Servire freddo con ghiaccio.

Note: il succo si conserva in frigorifero per almeno 5 giorni. Se si vuole conservare in dispensa è necessario trovare delle bottiglie di vetro e sterilizzarle. Con questa dose esce circa 1 litro di succo, abbastanza corposo. Aggiustare l’acqua per cambiare la densità.

Succo di mela e arancia

#23 Pastiera Napoletana

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Pastiera napoletanaTerzo appuntamento con le ricette pasquali.
Immagino starete pensando che non sono stata particolarmente originale nel scegliere la ricetta, ma se a Pasqua non si fa la Pastiera quando si fa??
A dirla tutta ogni volta che in casa la si sforna ci si ripromette di non far passare troppo tempo prima di rifarla, ma poi capita sempre che passino mesi e mesi, scioccamente, vista l’estrema bontà.

Le origini di questo dolce risalgono probabilmente a riti pagani che celebravano il ritorno della primavera; la pastiera addolciva i festeggiamenti dedicati alla vita nascente. Un’altra storia la riconduce a focacce che i catecumeni ricevevano come dono per la cerimonia battesimale celebrata la notte di Pasqua.
La versione moderna però si deve a una suora di un monastero napoletano che con questo dolce voleva celebrare le Resurrezione: ricotta a cui aggiunse il grano che dalla terra risorge come oro, le uova simbolo di nuova vita, l’acqua di fiori d’arancio simbolo di primavera e le spezie venute da lontano.
Se volete scoprire altre curiosità andate qui, si tratta di un sito dedicato interamente a questa torta.

La versione che vi presento io arriva da un’amico di mamma, i cui genitori sono napoletani. Si parte usando grano precotto per pastiera, una scorciatoia comoda che non compromette assolutamente il risultato.
Ovviamente per quanto riguarda il dosaggio dei profumi e aromi dipende anche dal vostro gusto: vi darò delle indicazioni guida che voi poi aggiusterete a vostro piacimento.

Ultima nota: la griglia! Come potrete vedere dalla mia Pastiera la griglia è tutta disordinata: mentre stavo disponendo le strisce come da indicazioni una mi si è spezzata, è scivolata sulla crema e non sono riuscita a recuperarla. Così ho dato sfogo alla fantasia!
Per fare il reticolato bisogna partire da un lato della torta e disporre 2 strisce in modo da formare una X molto stretta (nel senso di magra e alta). Si procede affiancando un’altra X molto vicina alla precedente, e così fino ad arrivare al lato opposto della torta.

Pastiera napoletana

PASTIERA NAPOLETANA

Frolla:
250 gr farina
125 gr zucchero
125 gr burro freddo
1 uovo

Ripieno:
400 gr di grano precotto per pastiera
20/30 gr di burro
3/4 di bicchiere di latte
200 gr zucchero
4 uova
250 gr ricotta
1 o 2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
q.b. cannella
100 gr scorze d’arancia candita (facoltative)

Preparare la frolla mescolando in un mixer farina e zucchero. Aggiungere il burro e azionare per qualche secondo fino a che si ottiene un composto sabbioso, aggiungere l’uovo e azionare il mixer fino a quando inizia a formare una palla. Coprire con pellicola e lasciare riposare per un’ora in frigorifero. Cuocere il grano con il latte e il burro fino a che non avrà assorbito il latte (circa 5/10 minuti) e lasciare raffreddare.

Imburrare e infarinare una teglia da 24 cm Ø, a cerniera è consigliabile. Stendere i 2/3 della frolla in un disco che foderi la teglia, in modo tale da formare un bordo alto 3/4 cm.
Preriscaldare il forno a 180°.
In una ciotola mescolare il grano con la ricotta, lo zucchero, le uova, la cannella, l’acqua di arancio e la scorza a cubetti. Versare la crema nel guscio e con la frolla rimanente ritagliare le strisce per formare il reticolato come spiegato sopra.
Infornare per circa 1 ora. Far raffreddare completamente prima di sfornare.
Molti consigliano di prepararla anche con un giorno di anticipo in modo che i sapori si amalgamino meglio.

#22 Torta al cacao e arancia con crema inglese al cocco (senza latticini)

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Torta al cacao e arancia con crema inglese al cocco

Anche questo venerdì vi offro una ricettina semplice ma d’effetto che potete proporre nel weekend ai vostri ospiti o potete portare come ringraziamento per un invito.

L’idea è nata quando ho visto la ricetta della torta qui. Ero super curiosa di testarla visto l’assenza di molti ingredienti (uova, burro, latte) e mi si è offerta l’occasione a una cena con un intollerante ai latticini. La torta di per sé è molto semplice, anche se la consistenza (quasi di budino cotto al forno) e il forte aroma di cacao la rendono davvero gustosa, ma se la volete trasformare da torta per colazione/merenda a dessert il trucco è abbinarci una crema inglese!

TORTA AL CACAO E ARANCIA CON CREMA INGLESE AL COCCO

Per la torta:
275 gr farina
1 bustina lievito
230 gr zucchero
135 ml olio di semi
350 ml acqua
60 gr cacao
scorza di una arancia
q.b. cocco rapè

Per la crema inglese:
300 ml latte di cocco (o latte vaccino)
3 tuorli
40 gr zucchero

Preriscaldare il forno a 175°. Imburrare e infarinare una teglia da 20 cm Ø, oppure rivestirla di carta forno se viene preparata per vegani o intolleranti ai latticini.
Setacciare la farina, il lievito e il cacao nella ciotola della planetaria, aggiungere tutti gli altri ingredienti e lavorare con la frusta per 5 minuti. Versare nella teglia, infornare per 30/35 minuti. Fare la prova dello stecchino.

Far sobbollire leggermente il latte di cocco in un pentolino, poi versarlo sui tuorli e lo zucchero precedentemente sbattuti. Rimettere sul fuoco e cuocere a fuoco basso. La crema non dovrà bollire, se no impazzisce (si separa tutta), raggiunta la temperatura di 85° travasare in una salsiera. Se non si dispone di un termometro togliere la crema dal fuoco quando inizia a velare il cucchiaio.

In una pentola antiaderente tostare il cocco rapè, quando si colora distribuirlo sulla superficie del dolce. Servire la torta con la crema inglese tiepida o fredda a proprio gradimento.

Note: la torta è vegana, ma l’abbinamento con la salsa, essendoci le uova, le fa perdere questo “titolo”. Se quindi avete bisogno di servire questo dolce a un vegano abbinatelo a un coulis di frutta fatto semplicemente con frutta frullata e zucchero a velo. La salsa essendo una crema inglese non sarà soda e densa come una crema pasticciera, in quanto manca l’addensante (generalmente farina), si presenterà piuttosto liquida ma viene ben assorbita dalla torta.

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