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Archivi categoria: Dolci al cucchiaio

Un quasi Trifle

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Una sorta di trifle

“Avanzo di crema pasticciera all’arancia. Fondo di panna fresca in scadenza. Il primo panettone aperto del periodo. E mi si illumina la lampadina…finalmente Trifle!”

Questo è il pensiero che ho fatto qualche tempo fa quando, al solito, erano rimasti avanzi di preparazioni dolciarie. Visto che immagino che anche nei vostri frigoriferi stazionano fondi di crema, panna, torte o panettoni vi aiuto a reinventare questi elementi per portare in tavola un dolce che all’aspetto sarà tutto nuovo!

Del trifle ve ne avevo già raccontato, parlando del libro English Puddings di Stefano Arturi (questo il suo blog).
Si tratta di un dolce tipico del repertorio inglese, che si realizza facendo degli strati di pan di spagna inzuppato di liquore, frutta fresca, crema inglese e syllubub o panna montata. Il syllubub è una spuma ottenuta profumando della panna fresca con liquore, succo di limone e addolcendo con zucchero. Spero di riuscire a realizzarlo presto.
Ora, visto che il trifle ben si presta a essere personalizzato, italianizzato e velocizzato ho deciso di rielaborare la ricetta in funzione degli ingredienti che avevo a disposizione e di farlo a modo mio.

Perchè quasi trifle? Perchè rileggendo (dopo aver realizzato i bicchieri) le ricette del libro ho visto che rispetto alla classica non ho usato il liquore e ho invertito l’ordine di montaggio: ho messo la frutta tra la crema e la panna quando andrebbe sotto la crema.
Credo siano dettagli su cui si possa sorvolare! Il liquore penso sia meglio evitarlo se fate il dolce anche per bambini; mentre la frutta se messa sopra la crema e questa non è soda (la mia aveva anche un poco di gelatina e panna montata all’interno) tende a sprofondare, quindi meglio metterla direttamente sotto.

Purtroppo non ho dosi da darvi, trattandosi di un recupero di ingredienti che avevo già pronti. Prevedo che lo realizzerò di nuovo a breve, quindi vi aggiornerò in maniera più dettagliata.

UN QUASI TRIFLE

panettone classico
liquore o sciroppo di zucchero aromatizzatto (io sciroppo fatto con zucchero acqua e arancia)
crema pasticcera all’arancia o vaniglia o limone (io crema all’arancia)
arance
panna fresca

Tostare il panettone (circa una fetta per bicchiere) leggermente. Disporlo sul fondo di una coppetta o bicchiere. Bagnare con qualche cucchiaino di liquore a piacere o sciroppo di frutta. Distribuire con un cucchiaio la crema pasticciera fredda. Pelare a vivo l’arancia, tagliare a pezzetti e disporre nel bicchiere sopra la crema, in modo che si veda in trasparenza. Montare leggermente la panna, deve essere soffice, non ipermontata. Coprire con panna a cucchiaiate, spolverare con scorza d’arancia e lasciar riposare almeno un’ora in frigorifero.

Affondare il cucchiaino in cotanta goduria, chiudere gli occhi e gustare in assoluto silenzio!

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Cestini di meringa con gelato alla castagna

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cestini di meringa con gelati ai marroni

Di sicuro questo è un buon dolce al cucchiaio da servire durante i pranzi delle feste. Goloso, ricco, invernale ma anche fresco e davvero velocissimo da fare!
Penserete: “non ho la gelatiera, non posso farlo!” Invece si, anche io non ho la gelatiera e sono rimasta stupita dalla magia. Fare il gelato con aggiunta di alcolici e un composto con alta percentuale di zuccheri (in questo caso marronata, ma anche latte condensato) vi permette di ottenere anche a casa un composto che non ghiaccia mai completamente, che quindi è sempre a prova di cucchiaino, anche appena estratto dal freezer.
Tutte queste cose le ho imparate da Stefano in questo suo post. Avevo già testato il suo gelato alla stracciatella, utilizzandolo per un semifreddo con salsa ai lamponi che aveva ottenuto un gran successo.
Con il gelato alla castagna sono riuscita a deliziare (non l’ho detto io, ma gli assaggiatori!) ben tredici persone che erano ospiti per un pranzo.

La ricetta del gelato l’ho conosciuta sempre da Stefano, qui, ma appartiene a Nigella! Io ho deciso di renderla ancora più ricca e completa servendo il gelato in cestini di meringa.
A chi vuole osare ancora di più consiglio una salsa al cioccolato fondente fatta con pari peso di panna fresca e cioccolato (far bollire la panna e versarla sul cioccolato). Oppure per dare un pò di contrasto spolverare il gelato con del cacao amaro.

Se state pensando a questo dolce per “alleggerirvi” dal carico delle preparazioni dell’ultimo minuto per pranzi o cenoni io vi consiglio di portarvi avanti con la meringa anche fino a una settimana prima, basta poi conservarla in un luogo fresco chiusa in scatole di latta, e di preparare il gelato la sera prima. Per il gelato ci vogliono non più di 10 minuti, consiglio quindi di non farlo troppo in anticipo perchè questo gelato conservato a lungo in freezer  si deteriora.

cestini di meringa con gelati ai marroni

CESTINI DI MERINGA CON GELATO ALLA CASTAGNA

1/2 dose di meringa per pavlova (la ricetta qui)

300 ml di panna fresca
50 gr zucchero a velo
250 gr di marronata o marmellata di marroni (di buona qualità)
30 gr rum

marron glacè

Preparare i cestini di meringa e il gelato la sera prima di servire.

Preriscaldare il forno a 170°.
Preparare delle teglie ricoperte di carta forno. Versare la meringa in una sac a poche, poi formare sulle teglie dei cestini  di meringa. Ne dovrebbero uscire circa 5/6 medio grandi.
Abbassare il forno a 100° e infornare per circa 1 ora e mezza. Terminato il tempo di cottura lasciare i cestini di meringa nel forno spento ad asciugare una notte intera.

Per il gelato montare la panna con lo zucchero a velo. Deve essere montata, ma non troppo dura, piuttosto morbida. Mescolare il rum con la marronata. Versare la marronata con il rum nella panna e dare una veloce montata. Versare in un contenitore ermetico e riporre in congelatore.

Al momento di servire estrarre il gelato dal freezer. Formare delle palline di gelato, disporle nei cestini e sbriciolare i marron glacè sopra al gelato.
Servire subito.

Nel caso in cui vogliate accompagnare con la salsa al cioccolato consiglio di preparare la salsa poco prima di estrarre il gelato dal freezer.

Mele ripiene al forno

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mele al forno
Per il primo lunedì di dicembre una bella ricetta-nonricetta!
Anche perchè, penserete voi, mica ho scoperto l’acqua calda!
Vi ho preparato le mele al forno, uno dei modi più semplici di rendere speciale questo frutto!
Sono confortanti, mettono di buon umore e non sono nemmeno troppo peccaminose! Perfette per scaldare queste serate che iniziano a diventare davvero gelide!
Ammetto che volevo poi trovare una scusa per testare il mio patè di speculoos (la ricetta qui)…e vi dirò che in queste mele lo apprezzerete moltissimo!
Ovviamente se non avete fatto il patè usate una buona marmellata…i più golosi possono anche optare per un crumble di burro, farina, zucchero, spezie e frutta secca da mettere all’interno!

Buon inizio settimana!

MELE RIPIENE AL FORNO

Preriscaldare il forno a 200°.
Prendere le mele, pelarle (lasciandole intere) e con il detorsolatore asportare la parte centrale dei semini.
Prendere circa 2 cucchiaini di patè di speculoos per ogni mela, scaldarlo per qualche secondo in microonde. Aggiungere  uvetta a piacere e qualche mandorla a lamelle.
Riempire le mele con la crema, disporle in una pirofila, spruzzare le mele con il succo di un mandarino (o arancia o limone) e distribuire altre mandorle a lamelle.
Infornare per circa 30 minuti.

Servire tiepide.

Il venerdì della zucca: budino di zucca all’amaretto

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Budino di zucca

Per concludere il mese della zucca ecco un dolce al cucchiaio: il budino.
Di ricette ne avevo ancora mille scarabocchiate ovunque, però questa è quella che ho trovato più inusuale. Ovviamente con oggi chiudo la rubrica, ma questo non significa che non userò più la zucca, ho ancora una gran voglia da soddisfare!

Questo budino è molto interessante, non ha quella consistenza gelatinosa che si rischia di ottenere usando la gelatina, è cremoso ed ha un sapore fortemente “zuccoso”. I ricordi di infanzia (il flan dolce di zucca della mamma) mi hanno spinto a profumare il tutto con l’amaretto, anche perchè dà un pò di croccantezza che non guasta mai. E poi è un abbinamento con cui andare sul sicuro.

La ricetta arriva dal quadernino Budini e creme fatti in casa edito da Gribaudo. Il quadernino è simpatico e per il momento le ricette che ho provato sono sempre riuscite. (Anzi, apriamo una parentesi visto che iniziamo a essere in periodo, questi quadernini a tema di Gribaudo secondo me possono essere un’ottima idea di pensierini per Natale: sono economici ma hanno tante ricette e sono tutte molto varie.)
Per questa ho scelto l’amaretto al posto del rum e ho aumentato le dose in modo da ottenere una dose per 6 e optando per una versione monoporzione ho ridotto la gelatina. Se volete farlo in uno stampo unico vi lascio le dosi di gelatina come previsto dalla ricetta: a parità degli ingredienti scritti sotto ci vanno 12 gr anziché 9.

Visto il basso contenuto di latticini penso che il latte si possa facilmente sostituire con qualunque altra bevanda vegetale (soia, riso, mandorla…). Se provate fatemi sapere se funziona!

Ah, preparatevi che da domani inizia una nuova rubrica. Buon venerdì!

Budino di zucca

BUDINO DI ZUCCA ALL’AMARETTO

650 gr circa di zucca mantovana lavata, senza semi (con la buccia)
225 gr latte
120 gr zucchero
9 gr gelatina in fogli
3/4 di bicchierino di liquore all’amaretto
amaretti

Preriscaldare il forno a 180°.
Tagliare la zucca a pezzi e cuocerla nel forno per circa 20/30 minuti. Deve risultare morbida. Finita la cottura togliere la buccia (io vi consiglio di toglierla per il budino, ma di mangiarla…io la trovo tanto buona!). Con l’aiuto di uno schiacciapatate rendere la zucca in purea.

Mettere la gelatina in ammollo in acqua ben fredda.
Scaldare il latte con lo zucchero, non deve bollire, ma deve solo sciogliersi lo zucchero. Quando è caldo sciogliervi la gelatina. Aggiungervi la purea di zucca, mescolare e aggiungere quindi il liquore.
Disporre in 6 coppette monoporzione. Lasciar prima raffreddare a temperatura ambiente, poi coprire con pellicola e far riposare 3 ore in frigorifero.

Prima di servire sbriciolarvi sopra qualche amaretto a piacere.

Per chi non avesse visto le ricette che ho realizzato con la zucca lo scorso mese ecco qui un elenco:

Muffin zucca e cannella
Focaccia di farro con zucca e rosmarino
Cheesecake speziato alla zucca 

…e qui le ricette che avevo già realizzato lo scorso anno!

Coppa yogurt e zucca
Muffin alla zucca – dairy free
Spicy pumpkin pie

# 62 Il mio primo pudding al vapore, il primo di una lunga serie..

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Pudding al vapore

Ho aspettato questo libro per mesi. English Puddings di Stefano Arturi (il cui blog è questo). L’avevo ordinato a giugno, ma è arrivato a settembre. Ogni tot settimane la libreria mi chiedeva se volevo disdire l’ordine, ma ho perseverato.
Sarà che apprezzo moltissimo quanto leggo sul blog di Stefano, sarà che non potevo non avere un libro sui dolci inglesi, visto che qui da noi se ne parla così poco.
Un pò deve avere influito la mia esperienza via (vicino a Londra), un pò l’amore per la cucina-easy (e del comfort-food) di Nigella o Jamie Oliver, un pò la mia passione per un programma inglese (scoperto quando ero in erasmus e ho anche scoperto che sbarca in Italia quest’anno) The Great British Bake Off, che mi ha fatto conoscere un pochino il mondo dei dolci inglesi e non solo.
Sta di fatto che i dolci inglesi mi fanno da calamita. Avete mai visto un trifle? una goduria, che appena posso vorrei provare. E cosa ne pensate delle pie alla frutta?? Deliziose. Ma la questione più importante di tutte, avete mai provato un pudding al vapore?? è strepitoso!

Nel libro c’è una sezione apposita dedicata agli steamed-puddings. Ho divorato la storia di questo dolce, o meglio, di questo tipo di preparazione. Le storie dietro a ogni ricetta proposta. Ma soprattutto ho scoperto che avrei potuto farlo anche io a casa, senza avere la tortiera/budiniera apposita per i pudding al vapore.
Per la mia prima volta ho scelto il Canary Pudding, che a detta di Stefano è uno dei pudding più rappresentativi del repertorio. Io l’ho profumato all’arancia! Forse i tempi di cottura vi spaventeranno, ma alla fine è velocissima la preparazione e non dovete nemmeno programmarlo con molto anticipo!! Io l’ho preparato intorno alle 19 e alle 21.30 lo stavamo gustando, è da mangiare rigorosamente subito!

Per quanto riguarda lo stampo. Se possedete lo stampo per i pudding al vapore ovviamente non vi devo spiegare altro, se come me non lo avete ci sono numerose alternativa. Stefano consiglia o una budiniera in ceramica senza buco, o stampi in alluminio (tipo quello del panettone) oppure delle ciotole strette e alte di pirex, funziona anche con delle tortiere antiaderente strette e alte. Io ho utilizzato una ciotola di pirex abbastanza stretta e alta dalla capacità di 1 litro.
Per la cottura al vapore basta semplicemente avere una pentola bella grande e un cestello per la cottura al vapore. L’importane è che il vostro stampo ci stia dentro e che la pentola si possa chiudere con il coperchio.

Adesso la ricetta!! Consiglio vivamente di fare uno strappo alla regola ogni tanto e di prepararvelo una sera, di rientro dal lavoro o dai mille impegni e di gustarlo seduti sul divano davanti a un bel film o un buon libro.

Pudding al vapore

STEAMED-PUDDING ALL’ARANCIA

120 gr burro morbido
120 gr zucchero semolato
la scorza di 2 arance non trattate e il succo di mezza
1 pizzico di sale
2 uova
60 gr farina
3/4 di cucchiaino di lievito
60 gr di mollica di pane, tritata qualche secondo nel mixer

Versare nella pentola tanta acqua che non superi il livello del cestello. Portare a ebollizione.
Lavorare con le fruste lo zucchero con il burro e il pizzico di sale. Il composto deve incorporare aria. Aggiungere la scorza di arancia e continuare a montare. Aggiungere un uovo per volta e continuare a montare.
Con l’aiuto di un cucchiaio incorporare delicatamente la farina setacciata con il lievito e la mollica di pane. Aggiungere tanta spremuta d’arancia da ottenere un impasto morbido. (io ho aggiunto il succo di circa 1/2 arancia)
Imburrare abbondantemente lo stampo e versarvi il composto. Livellare la superficie. Dal livello dell’impasto al bordo dello stampo devono rimanere circa 4 cm liberi (o anche più).
Coprire lo stampo con 2 fogli di alluminio.

Una volta che l’acqua ha raggiunto il bollore posizionare sul cestello lo stampo, chiudere con il coperchio e lasciare bollire a fiamma viva per circa mezz’ora (importante, l’acqua non deve arrivare allo stampo! non deve essere un bagnomaria ma una cottura al vapore). Passata la mezz’ora abbassare al minimo e cuocere per un’altra ora e mezza. In totale deve cuocere circa 2 ore. Ogni tanto aggiungete nella pentola nuova acqua bollente, visto che pian piano evapora. Ogni tanto spostate il coperchio, in modo da lasciare aperto uno spiraglio.

Scadute le due ore togliere lo stampo dalla pentola e lasciare riposare 10 minuti. Ribaltare sul piatto da portata e servire subito.

Note: io per la cottura ho usato una vaporiera di ceramica da usare sul fornello. Il vantaggio di questa è che ha un foro su coperchio e quindi il vapore esce da solo.

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